| In alcuni casi i rifiuti da imballaggio in carta e i rifiuti da manufatti a base cellulosica non trovano nella raccolta differenziata della carta il loro migliore canale di recupero, ad esempio perché contaminati da resti di cibo. Ne sono un esempio le stoviglie monouso in carta, che sebbene costituite prevalentemente da matrice cellulosica, sono tipicamente raccolte nel sacco indifferenziato proprio perché contaminate. Tuttavia, questa tipologia di manufatti a base cellulosica potrebbero essere dirottati nella raccolta dell’umido e quindi insieme al resto dei rifiuti organici e degli scarti verdi, inviata agli impianti di compostaggio per essere trasformata in compost, prodotto estremamente utile come ammendante per uso agricolo.
Al fine dell'ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani, Comieco ha condotto già nel 2003 una sperimentazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza al fine di effettuare una prima valutazione dell’idoneità degli imballaggi a base cellulosica ad essere introdotti nel processo di lavorazione degli impianti di compostaggio. Inoltre Comieco sta conducendo tutt'ora delle sperimentazioni al fine di individuare la biodegradabilità e la compostabilità degli imballaggi e dei manufatti in carta. Occorre tuttavia puntualizzare che in base alla direttiva 94/62/CE relativa alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi, al fine di dichiarare un imballaggio come "compostabile" occorre verificarne la rispondenza ai requisiti espressi nella norma EN 13432-2000. Tale norma definisce le procedure specifiche che consentono la determinazione della biodegradabilità e della compostabilità degli imballaggi in condizioni aerobiche. In dettaglio viene definita biodegradabilità aerobica la completa trasformazione di un materiale in anidride carbonica ed acqua ad opera di microrganismi ed in presenza di ossigeno, tale requisito viene valutato tramite prove respirometriche di laboratorio. Mentre per compostabilità si intende un insieme di prove aggiuntive alla determinazione della biodegradabilità che prevedono test di compostaggio controllato dell’imballaggio e verifiche sulla qualità del compost risultante.
In genere la biodegradabilità e compostabilità dei materiali costituiti di sola carta è fuori discussione, tuttavia non è però scontato che lo siano anche i manufatti costituiti solo in parte da materiale cellulosico. |
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